Claudio Balducci intervista Giulia Xiaomei
Conoscendo alcuni bambini cinesi ho avuto l’impressione di un loro generale rispetto verso i genitori e anche che il ruolo della madre fosse prioritario per quanto riguarda l’educazione dei figli, il rispetto dei loro doveri, il rimprovero correttivo.
La risposta di Giulia non mi incoraggia molto rispetto all’individuazione di questa differenza. Tutto il mondo è uguale – mi dice. Forse i genitori restano un po’ più distanti rispetto ai loro figli di quanto non lo siano i genitori italiani anche se pensano di più a come educarli. Fondamentalmente danno anche maggior libertà ai figli, li mandano più liberamente per il mondo di quanto non facciano i genitori italiani.
Avrei voluto ricordare a Giulia il concetto cinese del xiào: 孝 dove si vede in alto il segno dell’uomo anziano e sotto quello del bambino che lo sorregge. Il concetto del xiào è centrale in tutta la Cina da Confucio fino alla prima repubblica. Significa pietà filiale, e si inserisce negli insegnamenti confuciani e nella pratica dello stato cinese per tutto il periodo imperiale. Lo stato dava alle famiglie – che erano generalmente famiglie allargate, tipiche, come anche da noi, del mondo contadino – il grande compito di controllare i suoi membri tramite l’autorità del padre e, in subordine, del fratello maggiore e riservando un ruolo fondamentale alla figura dell’anziano. Per la verità la mia impressione che il ruolo della madre fosse preponderante nell’educazione dei figli contrastava un po’ con questa descrizione storica.
Non contrasta molto – dice Giulia – la figura del padre ha un ruolo di impostazione generale, la madre invece ha una maggior vicinanza nella vita di tutti i giorni. Ma anche in Italia noto questa cosa. Forse in Italia pensate che il padre sia più presente, ma non mi sembra che a questo vostro pensiero corrisponda qualcosa di vero: in tutte le famiglie italiane che conosco è sempre la mamma che si interessa dei figli anche se qualche volta interviene il padre. Mi sembra una situazione molto simile a quella delle famiglie cinesi.
In effetti ho letto che il concetto di xiào ha cominciato a esser messo in discussione già con l’inizio della repubblica nel 1911 e poi sempre di più sia sotto l’influenza del partito nazionalista di Chiang Kai-shek che del partito comunista di Mao Zedong. Entrambi hanno cercato di promuovere l’emancipazione e l’eguaglianza delle donne, sebbene non abbiano mai criticato il concetto stesso dello xiào. E comunque gli sforzi per contrastare la millenaria influenza confuciana anche se sono stati molto forti nelle città hanno sempre avuto un impatto assai ridotto nelle campagne.
Sì, penso di poter confermare ciò che hai letto. Vorrei dire che questa tradizione familiare è in qualche modo presente nei cinesi che vivono all’estero, a Prato per esempio. Non proprio nello stesso modo, ma sicuramente in qualche modo. Per esempio a Prato anche se inizialmente l’immigrazione è stata opera di pochi individui, piano piano i primi arrivati hanno chiamato i loro familiari e ora sicuramente esistono pochissimi cinesi che vivono al di fuori di un contesto familiare allargato a Prato.
Vorrei aggiungere che anche il successo imprenditoriale cinese può essere in qualche modo collegato alla struttura familiare e di amicizia molto forte nella comunità cinese. Per esempio i matrimoni fra cinesi portano alla nuova coppia molti soldi, cosa che è tradizionale, e ciò mette i giovani in condizione di iniziare una attività imprenditoriale da subito dopo il matrimonio.
È vero anche se piano piano anche i cinesi stanno abbandonando questa tradizione e si abituano alle tradizioni italiane, meno dispendiose.
Comunque mi sembra che esistano ancora forti influenze tradizionali, per esempio ho conosciuto delle coppie che si sono sposate dopo esser tornate in Cina e aver trovato laggiù il coniuge – non conosciuto – predestinato dai genitori.
Sicuramente c’è ancora qualcosa del genere anche se non è una cosa generale ed è comunque in declino.
Per quanto riguarda la scelta della scuola e poi del mestiere dei figli?
I genitori cercano di dare consigli. A volte alcuni genitori sono molto insistenti nei loro consigli, ma altri lo sono meno. Del resto non mi sembra che la cosa sia molto diversa fra gli italiani.
Diciamo che sono partito per cercare delle differenze e ho trovato molte somiglianze. Potrei anche azzardare una mia impressione: le tradizioni si costruiscono nei vari paesi a partire da certe condizioni di vita ma anche da certe costruzioni ideali. Le costruzioni ideali che possiamo leggere sui libri, per esempio quella del confucianesimo, sono delle belle narrazioni, ma forse sotto le narrazioni esiste una realtà che cerca sempre di adattarsi alle condizioni della società del tempo e alle diverse inclinazioni individuali degli uomini. Diciamo, come dice Giulia, che tutto il mondo è paese.