Vanessa Bruni
La capacità di interagire in maniera civile con i fratelli umani va di pari passo con lo sviluppo delle libertà e l’esercizio del principio di eguaglianza.
Questo si vede bene nella pratica lavorativa dell’arteterapia.
Infatti la persona che si comporta con correttezza e magnanimità verso il prossimo è quella che può contare ancora su una vera ricchezza e disponibilità di proprie risorse psicologiche, di energia e speranza, di fiducia in se stessi e nel prossimo.
In generale, più le persone sono traumatizzate e più fanno fatica nelle relazioni con se stesse e con gli altri: tendono ad avere poca pazienza e ad essere sgarbate.
Chi è ben educato invece si comporta da signore, indipendentemente dalla sua situazione economica.
Mi viene in mente la famosa battuta di Totò “Signori si nasce” nel senso che essere testimoni di buon esempio di comportamento fino dalla tenera età permette di accumulare quelle preziose risorse psicologiche e sociali che sono alla base del pensiero e modo di vivere liberale, che io considero come punta di diamante della civiltà occidentale.
Il trauma subíto e non elaborato rende barbari e scortesi, tende cioè a fornire materia prima per dare origine a nuovi traumi in altre persone.
In questi casi si può fare qualcosa di positivo praticando l’arte e l’arteterapia che sono strumenti per digerire i traumi con le forti emozioni che li accompagnano.
Disegnare, ascoltare e suonare musica, praticare varie forme d’arte, mette in contatto con quelle emozioni che così si trasformano in energia creativa, invece che perpetuarsi come buchi neri che inghiottono le proprie energie e le energie degli altri grazie al propagarsi – volontario o involontario – dei traumi.
Quindi, quando ci si sente di cattivo umore, giocando con i colori o anche semplicemente facendo scarabocchi in bianco e nero, ci possiamo riappropriare di una gestione più sana delle emozioni e anche dare il buon esempio affinché altre persone facciano allo stesso modo.