
ARTE E DENARO
Maresco Bartoletti
A prima vista arte e denaro sembrano due termini che indicano due entità opposte: il denaro è il simbolo del potere per eccellenza, possederlo significa potersi concedere tutto ciò che ci piace, senza limiti e senza rinunce.
La parola “venale” significa avidità di denaro, interesse profondo per questa cosa elevata a culto.

Oggi abbiamo coniato il termine “consumismo” che porta ad un utilizzo smodato tipo “usa e getta” per soddisfare esclusivamente bisogni materiali.
Naturalmente questa condizione non è alla portata di tutti, ma di una élite sociale, ristretta ed esclusiva.
L’ esercizio di questa qualità porta inevitabilmente ad essere cinici, freddamente razionali e, io dico, anche populisti.
L’ arte, al contrario, è una fucina di emozioni che puntano al nostro spirito, e lo portano a provare sentimenti elevati. Mi viene in mente Foscolo:

“A egregie cose il forte animo accendono l’urne dei forti”
dove io, per forti, intendo gli eletti che ci hanno lasciato grandi eredità artistiche che tutti noi ammiriamo.
Le persone assetate di arte sono l’opposto di chi vive per accumulare denaro; essi vogliono vivere di intime vibrazioni che si provano solo davanti alle opere immortali.

Cercando le cose che invece uniscono questi due “poli” mi viene in mente che nell’antichità le più grandi opere architettoniche, le statue scolpite che il passato ci ha tramandato, hanno certamente avuto bisogno di molto denaro per essere progettate e realizzate; quindi re, imperatori, dittatori e nobili mecenati hanno usato il potere e il denaro per fare le commesse ai grandi studiosi del tempo, che poi ancora oggi noi ammiriamo.
Nel periodo dopo Cristo, quando piano piano la chiesa si è espansa in Europa, ha via via commissionato chiese maestose con dipinti, affreschi, statue e gioielli artistici prendendo a piene mani “risorse” molto “temporali” per lasciare ai posteri un patrimonio che ancora oggi conosciamo solo in piccola parte.
Però anche questa parte che oggi è fruibile muove milioni di persone con il turismo che porta miliardi nelle nostre casse italiane.
Noi italiani stessi andiamo a Parigi, New York e Madrid per ammirare opere che altrimenti vedremmo solo sul web.

Il pensiero dell’uomo non è mai fisso, incasellabile in un sentire unico: le persone, anche le più elevate culturalmente, hanno esigenze più “terrene” che si possono soddisfare con il denaro. Per contro, quella elite ricca e venale talvolta avverte che la vita non può essere solo materialità, e si rivolge ad artisti cercando un momento di elevazione. comprano pezzi di arte da mettere in casa ed esibire agli amici.
Il mio pensiero conclusivo mi dice che le due cose sono sì per certi versi opposte, ma hanno necessità di convivere senza prevalere l’una sull’altra.


