
ARTE E VERITÀ
Ignazio Fresu


Nel libro “La nascita della tragedia” Nietzsche ha forse espresso la migliore interpretazione sul tema Arte e Verità dichiarando, e ribadendolo negli scritti successivi, che l’arte è l’unica tra le attività umane ad essere veritiera perché non vuole ingannare, ma dichiara a priori la propria finzione.
Ma quale verità possiamo ricavare dall’arte di oggi che siamo totalmente inondati e sommersi dalle immagini virtuali?


Il risultato di un giudizio soggettivo presume una qualche verità aprioristica, ma al di là di ogni nichilistico relativismo, noi tutti siamo condannati a giudicare e obbligati a fare delle scelte, giuste o sbagliate che siano, in ogni istante della nostra vita.
Possedere la verità? Risposta ai relativisti… | UCCR – René Magritte
Dobbiamo dunque fare una scelta e scegliamo di scegliere la più scientifica possibile affidandoci alla ricerca storica o più correttamente, alla storiografia moderna, quella nata con Marc Bloch, il Galileo Galilei della storiografia in rotta con «la storia storicizzante».

Un nuovo approccio attraverso la partecipazione e gli scambi scientifici tra gli studiosi delle varie discipline. Bloch ha rivoluzionato la materia attraverso la storia sociale ed economica comparata e con lo studio comparato delle civiltà e della storia del pensiero. Una storiografia vista anche come storia antropologica e dell’arte.

Il suo metodo è stato applicato dagli storici dell’arte e a seguito di questo abbiamo riscoperto molti artisti decisivi per la cultura come Caravaggio e Piero della Francesca finiti nel dimenticatoio.
D’altro canto non troveremo nei manuali di storia dell’arte artisti che nella loro epoca hanno accarezzato il gusto populistico e consolatorio dei loro contemporanei. Come tutti quei “pompier” che in tutte le epoche hanno avuto uno strepitoso successo di pubblico vendendo le loro opere a cifre iperboliche.

La pittura dei pompier è una pittura di derivazione accademica apparsa a metà del’800 gradita e apprezzata dal potere politico, dalla critica e ovviamente dalle Accademie d’arte e Ecoles des Beaux Arts, molto attenta alla tecnica ma vuota di ideali o falsa e ridicola. A seguito di ciò gli fu affibbiato questo nomignolo che ricorda in modo derisorio gli elmi e le armature degli eroi antichi spesso raffigurati nelle tele e paragonati a quelli dei contemporanei pompieri.

Tepudarium – Théodore Chasseriau
Questi “pompier”, sia quelli che cronologicamente li hanno preceduti, sia quelli che li hanno succeduti, non appaiono certo nei testi di storia dell’arte e se sono ancora ricordati lo sono solo perché citati come fenomeno deviante contrapposto, nel caso degli originali pompier, al coevo movimento impressionista che realizzava un’arte “eversiva” rispetto alla cosiddetta “arte ufficiale”.

In quegli anni le opere, oggi tanto celebrate, di Édouard Manet erano considerate scandalose, spazzatura perché non aderenti ai criteri della pittura accademica. Destino simile a molti altri come ad esempio Van Gogh che in vita non vendette nemmeno un quadro ed a tutti gli artisti non omologati che rompono i canoni costituiti svolgendo un eccezionale accrescimento culturale per l’umanità intera.

Possiamo tornare indietro nel tempo quanto vogliamo:
Francisco Goya, ad esempio, considerato il pioniere dell’arte moderna per la sua critica feroce e dissacrante al sistema costituito col ritratto della famiglia Reale o alla guerra.
E che ne sarebbe stato di Caravaggio se avesse dipinto come Leonardo da Vinci e di Leonardo come Andrea Verrocchio? Di Masaccio, se avesse dipinto come Giotto e di Giotto se non avesse introdotto la terza dimensione rivoluzionando l’accademia dei “fondi oro”? Lo stesso potremmo dirlo di Dante se avesse scritto le sue opere in latino e tutto questo potremmo traslarlo per tutte le arti.

Salvador Dalì – Memoria
Gli esempi sono innumerevoli anche se poi alcuni hanno successo e riescono ad imporsi nel mercato fino ad essere considerati in vita, ma per lo più lo sono solo da una ristretta cerchia di colti intellettuali che intravedono nelle loro opere un’ermeneutica verità. Poi, col tempo, una volta persa la carica eversiva, quell’arte diviene consolatoria e amata dai molti che si sono privati di quell’aspetto di “Verità” che è proprio dell’arte contemporanea nella sua contemporaneità.
