
SOCIETÀ
CANOTTIERI
LIMITE
a.s.d.


Insieme a Francesco Toscani (ex campione di canottaggio e membro attivo della Società Canottieri) e a Tito Paroli (maestro d’ascia in pensione spesso invitato dalle scuole per raccontare e mostrare questo antico e importante mestiere) siamo andati all’interno della sede della Società Canottieri di Limite sull’Arno.
Si tratta di un grande edificio di fronte al fiume, fornito di varie sale con molti attrezzi ginnici e corredato da una grande quantità di imbarcazioni da regata.


Le prime imbarcazioni che Francesco ci ha mostrato sono dei GOZZI, barche da pesca tipiche della Liguria, della Campania e della Toscana. Questi gozzi sono stati attrezzati con 8 remi dai pisani per gareggiare con i 4 rioni il palio di San Ranieri, disputato fin dal 1718 copiando il popolo egiziano che usava barche simili diversi anni prima di Cristo.
Una volta invecchiate, queste barche sono state donate da Pisa a Limite che le ha restaurate e che le usa per disputare il palio con la montata a Limite.
La Società Canottieri Limite nasce nel 1861 in seno al locale Cantiere Navale Picchiotti per opera di un gruppo di operai e del Titolare.
Già nel 1860 un gruppo di operai Limitesi, che stavano costruendo una draga in località Le Sieci, avevano dato luogo in Arno, durante una festa paesana, ad un gara con i barchetti (becolini).

Al ritorno parlando di questo con il Titolare del Cantiere decisero, visto il successo della manifestazione, di continuare con queste gare, e si costituirono così in associazione.
Nel Cantiere Picchiotti venivano costruite fra le altre anche delle leggere e veloci imbarcazioni, tipo Yole, che venivano esportate in Inghilterra dove già da alcuni anni era praticato lo sport del Canottaggio con l’organizzazione di Regate sul Tamigi; copiando dai maestri di sport inglesi i Limitesi iniziarono così la pratica del canottaggio.

Si racconta che non passava domenica durante l’estate che a Limite non ci fossero regate in Arno, nacque così anche la tradizione del Palio con la Montata, una regata su barconi con ascesa finale di un montatore su una corda appesa ad un canapo che passa da sponda a sponda.

Da qualche anno questo tipo di regata è stata ripristinata con grande successo di pubblico.
Negli anni tra il 1880 e il 1890, i Limitesi vinsero alcune Regate, fra queste nel 1885 la Regata si Santa Croce in Arno a Firenze, e poi nel 1887 un’altra, sempre a Firenze in occasione della festa per l’inaugurazione della facciata del Duomo davanti alla Famiglia Reale d’Italia.
Sempre nel 1887 fu nominato Presidente della Società, il Marchese Carlo Ridolfi.
Dopo la prima guerra mondiale fu ripresa l’attività e nel 1924 la Limite vinse a Salò la gara nazionale del 2 Yole con Cecchi Eliezer Michelucci Primo (Rolla) e, al timone, Tonino di Firenze, vittoria ottenuta alla presenza di Gabriele D’Annunzio il quale dedicò ai Limitesi l’ormai famosa frase “Alla Canottieri Limite senza limiti; prospero moto”.
Negli anni trenta, precisamente nel 1934, a Gardone fu conquistato il primo dei 45 titoli italiani conquistati finora.
Nel secondo dopoguerra alla fine degli anni quaranta ci fu la ricostruzione della Sede semidistrutta dal terribile conflitto, furono persi completamente tutti i trofei vinti fino all’ora e molte barche dovettero essere riparate dai carpentieri limitesi che contribuirono notevolmente, con il loro lavoro volontario, alla rinascita della Società, che riprese l’attività sportiva nel 1947/48.

In campo internazionale ci sono state diverse importanti affermazioni, fra
le più importanti il Campionato del Mondo a Lucerna con l’Otto Pesi leggeri e la Medaglia d’argento alle Olimpiadi di Sydney con Carboncini Lorenzo, nel 4 senza timoniere. Carboncini, che attualmente fa l’allenatore alla Canottieri Limite, nel 2004 ha vinto il titolo Mondiale con il 4 con timoniere e ha partecipato anche alle Olimpiadi di Atlanta, Pechino, Londra.
Per ultimo, ma non per importanza, Antonio Baldacci, per lunghi anni il canottiere italiano per eccellenza, un atleta che ha partecipato nell’arco di 16 anni a tre Olimpiadi, da quelle di Monaco nel 1972 a quelle di Seoul del 1988.
Nel 1983 fu iniziata la costruzione della vasca da voga a otto posti, che fu inaugurata nel 1985 alla presenza dell’allora Presidente della Federazione Italiana Canottaggio, Gian Antonio Romanini.
Questo impianto venne costruito interamente con il lavoro volontario di operai di Limite, un impianto nuovo per concezione e unico nel suo genere, in quanto fabbricato in vetroresina.
Nel 1989 a Limite ci fu un evento straordinario: furono chiuse le briglie di sbarramento dell’Arno, dopo lunghi anni ritornò l’acqua davanti al paese.
Fino a quella data gli atleti della Società erano costretti ad allenarsi per mancanza di acqua in Arno, presso altre società (Pontedera e Signa).
I pochi atleti (dalle 4 alle 6 unità) dovevano subire disagi notevoli per allenarsi spostandosi per diversi chilometri fuori dalla sede, nonostante questo furono ottenuti importanti risultati (vittoria ai Campionati del Mondo e diversi Titoli Italiani).

Nel 1991 furono tesserati sedici atleti, si cominciava a vedere l’effetto vasca da voga e l’effetto briglie con i tre chilometri di specchio d’acqua ritornata in Arno davanti al paese, molti ragazzi cominciarono ad avvicinarsi alla Società e così si rividero anche i risultati sportivi (fu conquistato un importante Titolo Italiano con l’otto ragazzi a Piediluco), questa vittoria ha qualificato notevolmente la società: ben nove ragazzi di un piccolo paese di 3000 abitanti salirono sul più alto gradino del podio Italiano.

Negli ultimi anni sull’onda di quel successo ci sono stati altri titoli italiani e la società ha raggiunto un numero ragguardevole di atleti tesserati.
In foto Ernesto Rabatti
Breve ricapitolazione: il primo dei 45 titoli italiani e l’ultimo nel 2023 sul doppio pesi leggeri: Rabatti Ernesto e Biondi Dario, oltre al già citato Carboncini Lorenzo, medaglia d’argento a Sidney con il 4 senza, componente della Nazionale Italiana.